21.
Vicende quotidiane
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi. Notre-Dame de Lourdes,
priez pour nous.
"Dalla
metà di settembre 1858 i Soubirous hanno lasciato il Cachot. Ora la
gente non chiude più loro la porta in faccia e hanno trovato una
stanza in affitto. Là ricevono, a dicembre, la visita di Marie
Moreau, di Tartas, una delle sette miracolate riconosciute dalla
commissione vescovile.
La
giovane veniva per ringraziare di aver ritrovato la vista. Ella fu, a
quanto ci risulta, l'unica visitatrice che sia riuscita a lasciare un
regalo a Bernardetta. Aveva fatto, in onore della Vergine, il voto di
vestire per un anno solo di blu. Così lasciò la sua vecchia sottana
su un letto di casa Soubirous. Siccome non si sapeva a chi darla,
Bernardetta stessa se ne servì.
Nel
primo trimestre del 1859 c'è un nuovo cambio di residenza. Francesco
Soubirous ha potuto prendere in affitto il mulino Gras, sul Lapaca.
Ora che lo tengono in considerazione, invece di voltargli le spalle,
può giocare le sue carte come un uomo normale e la fatalità, che la
miseria porta con sé, sembra scongiurata, almeno per un po'.
Un
po' più tardi, infatti, tornerà ad essere bracciante ea ricevere
una paga molto al di sotto del giusto.
È
in questo periodo che Bernardetta decide di digiunare, per la
quaresima. Vuole fare un po' di penitenza, come la Vergine le aveva
chiesto. Forse pensava anche di esercitarsi, nella prospettiva di
entrare nell'Ordine del Carmelo. La mamma, però, le proibisce questo
digiuno e così Bernardetta si limita a fare la penitenza
dell'obbedienza.
In
estate le insistenti visite la stancano ancora e riprendono le crisi
d'asma; così, in autunno, viene mandata a Cauterets per riposarsi e
per curarsi. Ma pure qui le visite non mancano e viene invitata
continuamente da varie famiglie. Bernardetta è sempre più stanca.
Ecco perché alcuni visitatori notano in lei, almeno al suo primo
apparire, un'espressione un po' triste. Se non era forzata ad andare
a casa dell'uno o dell'altro, rimaneva con la zia senza uscire mai e
non parlava dell'apparizione a meno che non la si interrogasse.
Piacere innocente, durante le ricreazioni, era quello di giocare con
un bambino della casa, di due o tre anni. A Cauterets la videro
andare a Messa ogni mattina e restare in chiesa dopo la Messa fino a
quando la zia non la chiamava per andare via. (Laurentin).
Tornata
a casa, riprende l'andirivieni di visitatori di ogni specie,
favorevoli e contrari, che non vogliono lasciare Lourdes senza "aver
visto gli occhi che hanno visto la Santa Vergine". Non si sa
come sottrarla a questa fatica che non ha tregua. Ma il parroco
Peyramale ha già un'idea. È lui che dice: "A disposizione di
tutti, ha edificato gli uni e meravigliato e confuso gli altri".
L'Abate Pomian, confessore di Bernardetta, aggiunge: "La prova
migliore dell'apparizione è Bernardetta stessa".
-
Impegno : Quando gli imprevisti ci irritano, i cambiamenti di
programma ci infastidiscono e ci sembra di non aver mai tempo per
noi, ringraziamo Dio che si serve di noi e ci permette di fare
qualcosa di più per gli altri. Per questo, ogni volta, diciamo
un'Ave Maria.
-
Santa Bernardetta, prega per noi. - Sainte-Bernadette, priez
pour nous.
22.
Bernardetta nell'Ospizio di Lourdes
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi. Notre-Dame de Lourdes,
priez pour nous.
All'inizio
del 1860 la vita di Bernardetta è sempre la stessa: lavoro, studio,
casa, visitatori. A studiare l'aiuta anche una maestra privata. A
casa svolge il suo ruolo di primogenita contribuendo all'educazione
dei fratelli, guidando le preghiere della mattina e della sera e poi
non manca di ricevere i pellegrini, sempre più numerosi.
Prove,
adulazioni, angherie, zelo indiscreto! Certo non si può continuare
così! E allora, su interessamento del parroco, Bernardetta viene
accolta come alunna e malata indigente, nell'Ospizio di Lourdes
tenuto dalle Suore di Nevers. Qui, affidata alle suore, nessuno può
incontrarla se non col permesso del parroco e della Superiora.
I
genitori di Bernardetta e Bernardetta stessa erano contrari alla
separazione, ma accettano quando viene loro assicurato che potranno
vedersi senza permessi ogni volta che lo vorranno. Bernardetta,
accompagnata da una suora, potrà andare a casa sua ogni volta che lo
desidererà. Tutto è fatto per il suo bene, ma Bernardetta ne
soffre, tanto, e capisce che il suo Calvario sta cominciando a
diventare ancora più ripido. In compenso può studiare con più
regolarità, ma, a diciassette anni, non riesce ancora a scrivere
neppure un breve biglietto d'auguri senza fare tanti errori! Solo nel
maggio del 1861 sarà capace di scrivere per la prima volta il
racconto delle apparizioni, unendo comunque sempre il francese a
molte espressioni dialettali.
Diventa
brava nel cucito e nel ricamo, gioca, ride, scherza con tutti, ma le
crisi d'asma non la lasciano. Una notte vengono chiamati i genitori
perché si pensa che non la supererà. Riceve pure l'Unzione degli
Infermi. Ma poi, improvvisamente, si riprende e testimonia davanti al
Vescovo di Tarbes le meraviglie di cui è stata testimone. Così, il
18 gennaio 1862 il Vescovo firma una lettera pastorale nella quale
afferma che "L'Immacolata Maria, Madre di Dio, è realmente
apparsa a Bernardetta".
Intanto
l'afflusso dei visitatori, seppure più regolato, continua.
Bernardetta confessa che qualche volta è stanca di ripetere sempre
le stesse cose e che avrebbe voglia di scomparire. Si incontra anche
con lo scultore Fabish che sta preparando la statua dell'Immacolata
da mettere a Massabielle. Gli dà tutte le informazioni necessarie,
ma egli ne tiene conto solo in parte e così, di quella statua che
ancora oggi è nella grotta, Bernardetta dice decisa: "No, non è
lei!".
Per
obbedienza risponde alle lettere dei pellegrini, per obbedienza
riceve chi vogliono farle ricevere, per obbedienza non va
all'inaugurazione della statua, per obbedienza lascia che facciano di
lei quello che vogliono. Intanto, dopo aver molto pregato e
riflettuto, accoglie con gioia la notizia che è stata accolta la sua
richiesta di entrare fra le Suore di Nevers. È convinta di essere
buona a nulla e di essere accolta solo per pietà. Senza dote, vista
la sua povertà, la sua entrata nell'Istituto la considera un gesto
di carità. Ancora un altro distacco, questa volta definitivo.
Bernardetta lo sente forte, ma ancora una volta dice di sì.
-
Impegno : Chiediamo a Maria la grazia di saper dire di sì a
quel che il Signore ci chiede, a quel che ci chiede anche attraverso
gli altri e di vivere intimamente la gioia del sì anche quando
questo ci costa.
-
Santa Bernardetta, prega per noi. - Sainte-Bernadette, priez
pour nous.
23.
A Nevers: "Sono venuta per nascondermi"
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi. Notre-Dame de Lourdes,
priez pour nous.
È
triste la cena di addio alla famiglia, il 3 luglio 1866. La mamma è
già malata e morirà presto senza che Bernardetta possa rivederla.
Per la partenza accetta di indossare un vestito azzurro che non le
piace e quel poco che ha lo porta in una sacca a strisce di tela
robusta. Parte per Nevers, accompagnata dalla Superiora e dopo due
giorni, dopo il primo e ultimo viaggio fatto in treno, arriva in Casa
Madre.
Tutto
era stato preparato per accogliere nel modo meno speciale quella
postulante speciale! Domenica 8 luglio, la Madre Generale le comanda
di parlare delle apparizioni davanti a tutte le suore della casa e
degli altri Istituti di Nevers. Nella grande sala sono raccolte anche
le postulanti, le novizie e la loro Maestra. Bernardetta, davanti a
circa trecento religiose, dovrà parlare di ciò che ha visto. Lo fa
con la semplicità di sempre, contenta che questa sarà l'ultima
volta. Per disposizione della Madre Generale, infatti d'ora in poi
non dovrà più parlarne con nessuna religiosa e nessuna religiosa
potrà farle più domande in merito. Ma i colloqui con gli altri
continueranno e più volte fu vista piangere prima di entrare in
parlatorio dove l'aspettavano visitatori di ogni tipo.
Bernardetta,
in segno di distacco, lascia subito il suo capulet e veste con gioia
l'abito e la cuffia delle postulanti. È venuta in convento proprio
per nascondersi e non vuole far altro che la vita comune. Ma soffre
molto per la lontananza da Lourdes e dai suoi cari, dalle amiche,
dalle sue montagne, dalla grotta! Pensa con nostalgia, guardando i
pioppi che dalla cucina si vedono nel prato, ai pioppi del Gave che
amava tanto! Quanto ha pianto in quei giorni! E questa sofferenza le
ha permesso di capire anche le altre sue compagne, che di nascosto
piangevano per la lontananza dalla mamma. Ad una giovane novizia
dirà: "Piangete la mamma? Su, piangete pure, così date da bere
ai sorrisi".
In
Casa Madre Bernardetta viene affidata ad "un angelo custode",
cioè ad una suora che la introduce nelle abitudini del convento,
agli orari, alle usanze e ai piccoli servizi come alle penitenze in
uso a quel tempo. Tre settimane dopo il suo arrivo entra in
noviziato, per l'anno di preparazione alla professione dei voti. Ma
riprendono le crisi d'asma e nel luglio del 1866 Bernardetta farà la
professione in articulo mortis, perché si era certi che sarebbe
morta. Il vescovo stesso accorre e lei solo con un filo di voce può
pronunciare qualche parola. Ma poi si riprende e questo le costa una
sgridata da parte dalle Madri Superiore perché ha scomodato
inutilmente tanta gente.
Ogni
occasione è buona per "provare la sua virtù". Bernardetta
sopporta tutto con pazienza, ma soffre terribilmente, proprio per il
suo animo sensibile e delicato. Alla Madre Maestra che le promette di
torchiarla per renderla pronta alla professione, Bernardetta risponde
con un sorriso: "Ma lo faccia con dolcezza...". Certo,
questo suo desiderio non è stato recepito! Non l'abbiamo ancora
detto, ma Bernardetta ormai ha cambiato nome: in convento, per tutte,
è solo Suor Marie Bernard.
Il
30 ottobre 1867 ripete la professione. La mamma era già morta, poi
morirà il padre e anche il parroco Peyramale: la sofferenza diventa
sempre più profonda. Alla professione, diversamente da tutte le
altre suore, non riceve "l'obbedienza" cioè l'incarico da
svolgere in qualche casa della Congregazione. La Madre Generale disse
che l'avrebbero tenuta in Casa Madre per carità, perché era una
buona a nulla. Ma il Vescovo, presente, ha un'intuizione delicata e,
rivolgendosi a Bernardetta, le dice: "Il suo compito è la
preghiera" . Ma ecco che c'è uno spiraglio di luce: viene messa
ad aiutare l'infermiera. E lei, che conosce bene il soffrire,
svolgerà questo compito bene come nessun'altra.
-
Impegno : Nelle sconfitte, nelle sofferenze, offriamo tutto
per i peccatori, per la nostra e per la loro salvezza e non tiriamoci
mai indietro se il Signore ci chiede qualcosa che ci costa.
-
Santa Bernardetta, prega per noi. - Sainte-Bernadette, priez
pour nous.
24.
Incarichi e vita di Comunità
Nostra
Signora di Lourdes, prega noi.
In
infermeria Bernardetta ci mette tutto l'impegno: studia e prende
appunti per essere capace di svolgere al meglio il suo compito
delicato. Impara bene il rapporto fra le misure farmaceutiche e
quelle decimali. Restano ancora oggi i suoi quaderni ordinati,
precisi. La sua competenza aumenta di giorno in giorno. Inoltre, sa
sempre trovare il modo di rasserenare, rassicurare, sollevare non
solo il corpo, ma anche lo spirito delle malate affidate alle sue
cure. Scherza, veglia, cura, consiglia e così, quando l'infermiera
capo si ammala e muore, rimane lei a dirigere l'infermeria, di fatto,
ma senza nessun incarico ufficiale.
Si
dedica a chi ha bisogno a tempo pieno. E le suore lo sanno. Corrono
in infermeria non solo quando stanno male, ma pure quando hanno
bisogno di un incoraggiamento, di un po' di entusiasmo e di forza,
quando hanno bisogno di un sorriso e di una parola affettuosa e
sincera. Bernardetta sa ascoltare, sa comprendere, intuire, consolare
e quando occorre sa pure rimproverare e comandare.
Anche
da suora ha l'abitudine di canticchiare camminando, facendo le
pulizie, ricamando o disegnando. Nel disegno riesce molto bene e pure
da malata colora immagini del Sacro Cuore e di Gesù Bambino. Le
piacciono le figure, le immagini e durante l'ultima malattia ne
attacca molte alle tendine del letto. Legge pure, specialmente i
tratti del Nuovo Testamento che parlano della Passione. "Quando
leggo la Passione - diceva - mi commuovo di più di quando me la
spiegano. Se si scrivono le cose con semplicità è sempre meglio".
Sa
scherzare anche sulle sue malattie: "Sono capace soltanto di
essere malata! Ma resisto al dolore come i gatti! Sarebbe un vero
peccato soffrire e sprecarne il frutto... Io sono felice di
soffrire... Sono più felice io col crocifisso sul letto della mia
sofferenza che una regina sul suo trono".
Ricordando
poi le parole della visione: "Non le prometto di farla felice in
questo mondo ma nell'altro", certa di questa verità, diceva:
"La Santa Vergine non ha mentito! La prima parte si sta
verificando a fondo. Tra poco... speriamo nella seconda! Sì, non
credevo che si facesse tanta fatica a morire!".
Bernardetta
stava proprio male. La tisi la divorava anche con manifestazioni di
peritonite bacillare e frequenti erano gli sbocchi di sangue. La
tubercolosi polmonare divenne poi tisi ossea con tumore, suppurazione
al ginocchio e dolori lancinanti. L'infermiera non può più fare
l'infermiera, ma continua a svolgere il compito, ben più prezioso,
della preghiera e della sofferenza offerta per amore per i peccatori,
secondo i desideri dell'Immacolata.
-
Impegno : il Rosario di oggi offriamolo per i malati, per chi
soffre da solo, per chi è assistito ma non compreso, per chi non
riesce ad accettare e ad offrire la sofferenza e per questo soffre
ancora di più!
-
Santa Bernardetta, prega per noi. - Sainte-Bernadette, priez
pour nous.
25.
Affinamento spirituale nel dolore
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi. Notre-Dame de Lourdes,
priez pour nous.
La
sofferenza di Bernardetta, però, non era solo fisica. Non era mai
stata solo così. Lei stessa diceva, infatti, che tutte le sofferenze
fisiche erano "uno scherzo" se paragonate a quelle intime,
dello spirito e del cuore. La sua salute, intanto, peggiora sempre di
più e il 3 giugno del 1873 riceve per la terza volta l'Unzione degli
infermi. Sollevata da ogni incarico, sente che questo diventa una
croce in più: "Non vogliono più saperne di me", dice.
Comincia a soffrire la solitudine del cuore, l'abbandono. A poco a
poco, però, sembra diventare come "indifferente" ad ogni
occupazione, ad ogni osservazione, anche ai rimproveri che non le
mancano mai. Ella cerca di vedere sempre e comunque solo la Volontà
di Dio in tutto e in tutti.
Scriverà:
"Più il povero ti ripugna e più bisogna amarlo. Bisogna
accettare la malattia come una carezza. Non lasciarsi mai andare allo
scoraggiamento".
Ma
si sente sempre più inutile, sempre più "di peso" alla
comunità. Spesso dice: "Io qui svolgo solo il compito di
malata". E nelle sue lettere riconosce di essere ormai diventata
"una vecchia carcassa". È costretta a mettersi
definitivamente a letto e il letto diventa la sua "bianca
cappella". "Mi unisco a tutte le Messe, soprattutto durante
le notti che talvolta passo insonni. Non posso che pregare e
soffrire: l'orazione è la mia sola arma. Anche in Cielo pregherò, e
la mia preghiera sarà più forte che mai!". Il tumore del
ginocchio gonfio non le dà tregua. Spesso non basta un'ora per
trovarle una posizione che le dia sollievo. L'asma le dilania il
petto e ascessi si formano anche nel canale uditivo fino procurarle
un sordità parziale. Lei si sente come sconfitta dal male. Ma,
ancora più terribili, tra questi tormenti fisici, si insinuano i
dubbi... Una profonda notte interiore trasforma i suoi ultimi giorni
in un supplizio: "Dove sei, Signore? Come mi sembra lontana la
fine di questo tunnel!". Quante prove intime! Ad una consorella
confessa: "È molto doloroso non poter respirare. Ma è molto
più terribile essere torturati dalle sofferenze interiori... È
terribile!".
Bernardetta
sperimenta l'agonia di Gesù nell'orto del Getsemani: l'ora più dura
della Passione! Ma l'amore porta al sacrificio: "Non più la mia
volontà, Madre mia, - scrive Bernardetta nelle sue note intime - non
più la mia volontà, ma la vostra che è sempre quella di Gesù. O
Maria, mia dolce Madre, ecco qui la vostra figlia affranta. Voi
conoscete i miei bisogni, soprattutto quelli spirituali. Abbiate
pietà di me e fate che io sia un giorno con voi in Cielo: là è la
mia patria! Là troverò voi, mia buona Madre, in tutto lo splendore
della gloria e con voi godrò in perfetta sicurezza la felicità di
Gesù stesso! Durante le pene fisiche e morali una sposa di Cristo
non deve proferire che queste parole: "Sì, Dio mio, sì, senza
se e senza ma!". Alle novizie andate a trovarla diceva mostrando
l'immagine di un piccolo ostensorio attaccato alle cortine del letto:
"Ecco... quando più penosa mi sembra la mia solitudine e più
acuto è il mio dolore, io lo guardo e, guardandolo, sento più vivi
in me il desiderio e la forza di immolarmi. Il Cuore di Gesù con
tutti i suoi tesori è l'unico mio bene. In Lui vivrò e morrò in
pace, pur in mezzo alle sofferenze". E negli ultimi giorni,
togliendo ogni immagine dal suo letto, lasciò soltanto il Crocifisso
dicendo: "Questo mi basta!" e lo fissava e gli sorrideva,
sentendo che il Cielo stava scendendo fino a lei.
-
Impegno : Amiamo la Volontà di Dio che è sempre buona e
vuole solo il bene per noi. Amiamola anche quando non riusciamo a
capirla e chiediamo a Maria di tradurcela lei, come solo una mamma sa
fare.
-
Santa Bernardetta, prega per noi. - Sainte-Bernadette, priez
pour nous.
26.
La Pasqua di Bernardetta
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi. Notre-Dame de Lourdes,
priez pour nous.
Per
ogni cristiano la Pasqua è il passaggio dalla schiavitù del peccato
alla libertà della vita.
E
la Pasqua più significativa e solenne è il passaggio dalla morte
alla vita, dalla terra al Cielo. Ormai si avvicinava questo passaggio
anche per Bernardetta.
Durante
la settimana santa del 1879 si aggrava. I dolori non sono più
controllabili, non riesce più né a dormire né a mangiare. Notte e
giorno è un gemito continuo. Chiede perdono a tutti, con un filo di
voce. L'asma le squassa il petto e sempre più frequenti e copiosi si
fanno gli sbocchi di sangue. Con delicatezza, per darle qualche
sollievo, le infermiere la portano dal letto alla poltrona, ma anche
questo costituisce una grande sofferenza acutizzata dal più piccolo
movimento. Bernardetta vorrebbe nascondere il dolore, come ha fatto
sempre, ma ormai non ci riesce più. Spesso sussurra: "Dio mio,
datemi la pazienza...". Il lunedì di Pasqua entra in agonia e
diventano più forti anche le tentazioni visto che ogni tanto dice
con dolore: "Và via, Satana!".
Il
martedì riceve ancora la comunione ed ha una forte crisi
respiratoria. La suora che l'assiste le suggerisce di fare il
sacrificio della sua vita a Dio. Bernardetta con un soffio risponde
subito, sorridendo: "Quale sacrificio! Non è un sacrificio
abbandonare finalmente una povera vita nella quale si incontrano
tante tribolazioni, per appartenere a Dio!". Non ce la fa più e
aggiunge: "Ha davvero ragione l'Imitazione di Cristo: non
bisogna aspettare l'ultimo momento per servire Dio: si è capaci di
fare così poco!".
Dopo
aver passato una notte di intensa sofferenza, il mattino dopo, verso
le 11 e mezzo, chiede di essere sollevata. Dal letto la portano sulla
poltrona vicino al fuoco, di fronte al suo Crocifisso, mentre, solo
con le labbra, invoca il nome di Gesù.
Poi
desidera poter stringere a sé il Crocifisso e mormora: "Gesù
mio, quanto vi amo!". Infine si rasserena, alza lo sguardo ei
suoi occhi cominciano a brillare. Con una rinnovata forza ripete:
"Dio mio, vi amo con tutto il cuore, con tutta la mia anima, con
tutte le mie forze". Bacia poi, lentamente, le piaghe di Gesù e
aggiunge: "Santa Maria, Madre di Dio, pregate per me, povera
peccatrice, povera peccatrice...". Fa allora un segno di croce,
lento, calmo, ampio come l'Immacolata le aveva insegnato e poi,
inclinando la testa, muore. Erano le 15 e un quarto del 16 aprile
1879. Bernardetta aveva trentacinque anni.
-
Impegno : Offriamo il Rosario di oggi per tutti gli
agonizzanti perché possano sentire vicino a loro la presenza
confortatrice di Gesù e di Maria.
-
Santa Bernardetta, prega per noi. - Sainte-Bernadette, priez
pour nous.
27.
La glorificazione
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi. Notre-Dame de Lourdes,
priez pour nous.
La
notizia della morte di Bernardetta di sparse in un baleno per tutta
la Francia. Gli abitanti di Nevers furono ammessi nella Cappella il
giorno dopo e quattro suore furono incaricate, per tre giorni, di far
toccare al suo corpo un'infinità di oggetti, fra i più diversi:
medaglie, corone, crocifissi, immagini, strumenti di lavoro, ditali,
forbici ecc.
Così
cominciava ad essere esaltata e glorificata l'umile confidente della
Regina del Cielo.
I
funerali ebbero luogo il 19 aprile presenti il Vescovo di Nevers e
ottanta sacerdoti, fra i quali anche l'Abate Pomian, confessore di
Bernardetta a Lourdes, colui che l'aveva preparata alla Prima
Comunione e aveva ricevuto le sue prime confidenze riguardo
all'apparizione. Il Corpo viene sepolto nella Cappella di San
Giuseppe, al centro del giardino del Convento. Quel luogo diventò
presto meta di fedeli e sorgente di miracoli che continuano a
ripetersi fino ad oggi.
Passarono
intanto ventinove anni. Il 20 agosto 1908 il Vescovo di Nevers
costituiva un tribunale ecclesiastico incaricato di raccogliere le
testimonianze sulla vita, le virtù e la santità di Suor Marie
Bernard. Si tennero centotrentatrè sedute e poi il processo fu
inviato a Roma, alla Sacra Congregazione dei Riti.
Cinque
anni dopo, nel 1913, Sua Santità Pio X dichiarava Bernardetta
Venerabile. Sua Santità Pio XI diede luogo alla Beatificazione di
Bemardetta nel 1925, chiamandola "eroina di virtù, esempio
magnifico di santità". Trent'anni dopo la sepoltura, alla
riesumazione, si poté constatare che il suo corpo era secco, ma
perfettamente intero e senza traccia di corruzione.
Finalmente
1'8 dicembre 1933 lo stesso Pontefice Pio XI innalzò la piccola
Bernardetta al più alto grado al quale possa giungere una creatura,
dichiarandola Santa. È Dio stesso che glorifica i suoi santi
concedendo per loro intercessione molti miracoli. Uno dei miracoli
attribuiti a Bernardetta fu la guarigione di Suor Melania, delle
Suore della Provvidenza di Ribeauville. Affetta da una profonda
ulcera allo stomaco, non poteva più mangiare e frequenti e copiose
erano le emorragie. Le cure non riuscivano ad ottenere alcun
miglioramento. I dolori si estesero anche all'intestino e si era
ormai certi che la morte fosse vicina. Vincendo le difficoltà del
viaggio Suor Melania fu portata a Nevers, presso la tomba di
Bernardetta. Là rimase a lungo da sola chiedendo la grazia della
guarigione. All'improvviso si sentì tornare le forze, sparirono i
dolori, ebbe fame e chiese di mangiare senza sentirne alcun disturbo.
Chi l'accompagnava e conosceva la sua storia capì subito che si
trattava di una guarigione istantanea e completa. Questo fu
confermato dai medici e suor Melania rientrando in comunità tornò a
svolgere fino alla fine il suo lavoro di infermiera, senza ammalarsi
più. Questo fu uno dei miracoli documentati che servì per la
Santificazione di Bernardetta.
-
Impegno : Rivolgiamoci a Bernardetta e chiediamole di
intercedere per noi presso la Vergine Maria e presso Gesù per tutti
i bisogni spirituali e materiali della nostra famiglia.
-
Santa Bernardetta, prega per noi. - Sainte-Bernadette, priez
pour nous.
28.
I segreti di Bernardetta
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi. Notre-Dame de Lourdes,
priez pour nous.
A
questo punto torniamo un po' indietro e ripensiamo ad una cosa.
Bernardetta ha ricevuto durante le apparizioni tre segreti dalla
Vergine. Non ne ha mai parlato con nessuno, dicendo che riguardavano
soltanto lei. La curiosità così si è fermata davanti a questa
semplice spiegazione.
Ma,
come dice René Laurentin, Bernardetta è e rimane la più segreta
delle sante non certo per i segreti che non ha rivelato. Rimane
segreta soprattutto per le prove nascoste, intime, dolorose dei suoi
ultimi anni, per l'immolazione e la passione che la resero conforme
all'immagine del Crocifisso. Di questa sua passione noi sappiamo
pochissimo perché lei non se ne è lasciata sfuggire che qualche
parola. Hanno parlato e continuano a parlare i suoi silenzi. La sua
vita, semplicissima e trasparente è un segreto di bellezza
conosciuto solo dallo Sposo! Noi possiamo sentirne un po' solo il
profumo!
Bernardetta
ha sopportato tutto, ma non ha mai rinunciato ad essere se stessa,
dai tempi dell'apparizione fino alla sua vita religiosa a Nevers. Per
riuscire in tutto questo il suo primo "segreto" è Maria:
come lei ha fatto sì che le esigenze umane si accordassero ai
richiami dello Spirito. È un segreto la sua pazienza, la sua
sofferenza, il suo totale annullamento nell'amore di Dio. Bernardetta
è stata davvero "nascosta con Cristo in Dio". La sua è
una santità spoglia di esteriorità e di opere, priva di grandi cose
che colpiscono l'attenzione, ma ricca di amore di Dio vissuto con
naturalezza e semplicità.
Il
suo è un amore che offre e chiede tutto, un amore totale, senza
riserve, vissuto nel silenzio. Come Maria, Bernardetta ha scelto Dio
solo! E questo le è stato possibile perché ha amato moltissimo la
Madonna: "Dopo averla vista - diceva - non si ama più la
terra... È così bella che quando la si è vista una volta, si ha
fretta di morire per rivederla".
Anche
la sua preghiera era semplice, priva di sentimentalismo e di troppe
parole. Preferiva il Rosario con il quale si era intrattenuta con la
Vergine Immacolata, fin dal primo incontro e poi durante tutte le
altre apparizioni.
Raccomandava
il Rosario a tutti: "Non lo direte mai invano! Addormentatevi
recitandolo... come i bambini piccoli si addormentano dicendo
"mamma".
Un
altro segreto di Bernardetta è stato la povertà. Non ha voluto mai
ricevere denaro da alcuno. E soprattutto non si vergognava di essere
povera. In questo modo voleva seguire Gesù. Spesso diceva: "Una
sposa per bene deve seguire lo sposo ed entrare sempre di più nel
suo cuore".
E
poi l'umiltà, l'obbedienza, la sopportazione di ingiustizie, di
persecuzioni, di dolori fisici e morali. Quanti segreti di santità!
Ma ne manca uno, forse il più nascosto: la grande confidenza e la
tenera devozione per San Giuseppe.
Bernardetta,
la figlia privilegiata di Maria, aveva scoperto la paternità di San
Giuseppe! Una volta una suora la sorprende a fare una novena alla
Vergine Maria davanti a una statua di San Giuseppe: "State
sbagliando..." le dice. Ma Bernardetta subito risponde: "La
Santa Vergine e San Giuseppe sono sempre perfettamente d'accordo e in
Cielo non ci sono gelosie!".
Ed
è a San Giuseppe che con insistenza chiedeva ogni giorno "la
grazia di amare Gesù e Maria così come vogliono essere amati".
Per Bernardetta San Giuseppe ha preso visibilmente il primo posto tra
le amicizie celesti e nella devozione alla Sacra Famiglia egli assume
per Bernardetta un'importanza di primo piano. "La Sacra Famiglia
rappresenta così come l'Orto degli Ulivi, un luogo di "Amore
puro". Solo grazie alla morte in croce di Gesù possiamo sperare
di gustare qualcosa della straordinaria Sacra Famiglia. Bernardetta
ha capito che per Gesù il tragitto conduce dalla Trasfigurazione
alla Croce, mentre, per quanto ci riguarda, è la Croce che ci
permette di guardare alla Trasfigurazione." (Doze).
A
San Giuseppe diceva: "Fate crescere Gesù, fatelo crescere in me
come a Nazareth".
Sì,
Bernardetta, come Teresa d'Avila, aveva trovato il suo maestro di
preghiera: "Quando non si è capaci di pregare - diceva
Bernardetta - ci si rivolge a San Giuseppe!". Trascorrerà ore
intere nel giardino, in una piccola cappella dedicata a San Giuseppe:
"Lì si prega bene, ci entro ogni volta che posso". Quella
cappella le faceva ritrovare il silenzio e l'intimità della
preghiera alla grotta mentre il suo cuore accoglieva tutti i segreti
dello Sposo che si comunicavano a lei sua piccola sposa fedele.
E
una cosa non vogliamo dimenticarla, un piccolo segno di predilezione
di San Giuseppe: la prima tomba di Bernardetta fu proprio in quella
cappella, nel mezzo del giardino di Casa Madre.
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Impegno : Come Bernardetta, rivolgiamoci oggi a San Giuseppe,
ricorriamo a lui come faceva Gesù a Nazaret, confidiamoci e
appoggiamoci a lui come faceva Maria... e non tarderemo a sentire la
sua presenza e la sua risposta!
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Santa Bernardetta, prega per noi. - Sainte-Bernadette, priez
pour nous.
29.
Lourdes oggi: la città dell'anima
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi. Notre-Dame de Lourdes,
priez pour nous.
Lourdes
è un piccolo lembo di terra nel quale l'anima sente particolarmente
il bisogno di incontrarsi con Dio, sotto la guida della Vergine
Immacolata. Qui si riscopre il senso della vita e del dolore, della
preghiera e della speranza, dell'abbandono fiducioso di un figlio fra
le braccia della madre.
Maria
ha desiderato nel luogo delle apparizioni una cappella, ha fatto
sgorgare una sorgente di acqua che guarisce, ha chiesto la preghiera
in processione, ha promesso di aspettare lì i suoi figli. Ha scelto
una grotta appartata per chiedere raccoglimento e quiete, silenzio
che predispone alla preghiera e all'accoglimento delle sue grazie.
Fin
da principio si è cercato di rispondere a queste esigenze e anche
oggi i pellegrini che si recano a Lourdes possono vedere che le
richieste della Vergine non sono state dimenticate. Certo,
l'affluenza è grande, ma non mancano spazi di silenzio che
predispongono al colloquio filiale e alla preghiera di abbandono e di
lode.
La
città conta ora più di ventimila abitanti, con più di quattrocento
alberghi; ma il cuore di Lourdes resta sempre lo stesso: la Grotta! È
circondata dal forme Gave e da alberi e prati. Il punto dove
Bernardetta si inginocchiava è evidenziato da un piccolo mosaico con
una scritta. Nella grotta c'é ancora la statua messa li' nel 1864 e
vista da Bernardetta. In fondo alla grotta si può vedere la sorgente
che zampilla dal 25 febbraio 1858, giorno in cui Bernardetta l'ha
scavata con le mani. Prima della grotta si può attingere l'acqua a
venti rubinetti. La sorgente alimenta pure le piscine dove chi lo
desidera può fare il bagno, a turno e privatamente, negli orari
prescritti.
Ogni
pomeriggio si svolge la processione del SS. Sacramento e ogni sera i
fedeli sfilano alla luce dei flambeaux cantando e pregando.
La
Basilica dell'Immacolata, chiesa superiore, è stata consacrata nel
1876, mentre Bernardetta era ancora vivente. La Cripta, Basilica
inferiore è stata la prima cappella aperta al pubblico, scavata
nella viva roccia da 25 uomini, fra i quali il padre di Bernardetta.
Vi è esposto sempre il SS. Sacramento. Fu inaugurata nel 1864.
La
Basilica del Rosario, sul piano della piazza, fu realizzata trenta
anni dopo le apparizioni; ha quindici cappelle dedicate ai misteri
del Rosario illustrati da mosaici.
Completamente
interrata è la Basilica di San Pio X, detta per questo "basilica
sotterranea". Può contenere circa 30 mila persone e vi si
svolge la processione eucaristica in caso di maltempo o di troppo
caldo. Fu consacrata nel 1958 dal Card. Roncalli, che pochi mesi dopo
sarebbe diventato Papa Giovanni XXIII.
Di
fronte alla grotta è stata costruita una nuovissima Chiesa "a
farfalla" che può contenere circa 5 mila pellegrini.
Questa
è un'immagine di Lourdes, come appare a prima vista. Ma Lourdes si
visita e si incontra nell'anima, al di là degli edifici, nell'intimo
del proprio cuore che sa di trovare lì il segno di una presenza
dolce, tenera, materna. Nessuno torna da Lourdes senza essere
diventato migliore, senza aver sperimentato una guarigione dell'anima
capace di dare una svolta alla vita. E pure Bernardetta possiamo
incontrarla là, piccola, umile, nascosta, come sempre... è là per
ricordarci che a Maria piacciono figli così, semplici, figli che
sanno affidarle tutto ciò che portano nel cuore e sanno credere nel
suo aiuto con una fiducia illimitata.
-
Impegno : Facciamo oggi un viaggio spirituale a Lourdes e,
ripercorrendo i momenti delle apparizioni, inginocchiamoci accanto a
Bernardetta nella grotta, affidando alla Vergine Immacolata tutto ciò
che riempie il nostro cuore.
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Santa Bernardetta, prega per noi. - Sainte-Bernadette, priez
pour nous.
30.
I miracoli di Lourdes
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi. Notre-Dame de Lourdes,
priez pour nous.
I
miracoli non sono finiti: sono la conferma di una presenza. È sempre
Dio che guarisce e salva, ma Maria è l'Onnipotente per grazia e
attraverso il suo cuore e le sue mani passano tutti i doni che il
Signore vuol farci. Solo a Dio ubbidiscono tutte le leggi della
natura e Dio con il suo intervento autentica le parole della Vergine
Immacolata che non ha parlato esplicitamente di miracoli e
guarigioni, ma vuole rispondere anche così alla fede e alla
confidenza dei figli che ricorrono a lei.
A
Lourdes i miracoli sono innumerevoli e certi, esaminati da una
commissione apposita di cui fanno parte medici e scienziati credenti
e non credenti. "Attraverso guarigioni visibili, fatte in favore
di alcuni, Cristo vuole significare che Egli viene a portare a tutti
la liberazione dal peccato e la salvezza eterna. Il miracolo è il
segnale e il pegno che "i tempi" si sono compiuti.
Così
a Lourdes il miracolo è il segno di un dono più intimo e più
largamente concesso. Ricorda che la potenza di Dio è sempre vivente
per salvare l'uomo intero.
Ecco
perché Lourdes non delude, benché il miracolo resti un'eccezione. I
malati che non ricevono questo dono eccezionale, ricevono un dono più
alto. Il segreto più nascosto della Redenzione, quello che ci
ricorda che tutte le ombre si dissiperanno per noi al di là delle
vicissitudini di questo mondo, attraverso la sofferenza di Cristo che
ha salvato il mondo.
Questo
è il segreto che, dopo Bernardetta, si rivela a tanti malati, perché
da quel momento essi imparano ad impegnare tutto quel che li
schiaccia, nella Redenzione.
Con
i malati, come con Bernardetta, quel che la penitenza ha di più
austero, ritrova il suo senso più pieno, un senso semplicissimo, ma
la cui esperienza resta una scoperta incomunicabile. Anche questo "
la carne e il sangue" non possono rivelarlo, ma può farlo
soltanto " il Padre che sta nei cieli" ( Mt 16,17). La
penitenza ritrova a Lourdes il sua dimensione di conversione.
(Laurentin).
È
impossibile scegliere, fra i tanti miracoli che avvengono a Lourdes,
uno che in un certo senso li rappresenti. Questo che riportiamo è
testimoniato da medici di ogni orientamento e riconosciuto dalla
Chiesa. Una giovane di Caen, Maria Lemarchand, era malata di lupus
eritematoso sistemico. Tutto il viso, il naso, la bocca e la testa
era devastato dalla malattia che produce ulcere e necrosi dei
tessuti. Sangue e pus colavano in continuazione da questa enorme
piaga. Inoltre essa presentava una tubercolosi polmonare con tosse e
febbre continua. Tutto questo è documentato dai suoi medici curanti,
come documentata è l'immediata guarigione, totale e duratura,
avvenuta non appena la giovane è stata immersa nella piscina di
Lourdes. All'ufficio medico tutti hanno potuto constatare che le
ulcere erano sparite, i tessuti andati in necrosi si erano riformati
e l'epidermide rinnovata si presentava rosea e lucente. Ai raggi X e
all'esame clinico si poteva affermare che anche ogni segno di
malattia tubercolare era scomparso.
Questo
succede a Lourdes, e tanti ne sono testimoni, ma di tanti miracoli
nascosti non sappiamo nulla: rimangono i segreti del Re!
-
Impegno : Chiediamo a Nostra Signora di Lourdes la guarigione
dei nostri malati e la conversione dei cuori recitando per questo il
Rosario di oggi.
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Santa Bernardetta, prega per noi. - Sainte-Bernadette, priez
pour nous.
31.
Il testamento di Bernardetta
Nostra
Signora di Lourdes, prega per noi. Notre-Dame de Lourdes,
priez pour nous.
Bernardetta
ha molto da dirci anche se ha sempre parlato poco. Lei incarna il
Messaggio di Lourdes, è l'immagine viva di quanto l'Immacolata
Concezione ha chiesto e desiderato. Questo è il suo testamento
spirituale, che alza un velo sulla sua personalità e sulla sua
"semplice" santità.
"Gesù
e Maria, GRAZIE!
Per
la miseria di mamma e papà, per la rovina del mulino, per quel
tavolone della sventura, per il vino versato, per le pecore rognose:
grazie mio Dio!
Per
la bocca di troppo da sfamare che ero, per i bambini che ho accudito,
per le pecore che ho pascolato, grazie! Grazie, mio Dio, per il
procuratore, per il commissario, per i gendarmi, per le parole dure
dell'Abate Peyramale.
Per
i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria, per quelli in cui non
siete venuta, io non saprò mai ringraziarvi abbastanza che in Cielo!
Per
lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi, per quelli che
mi hanno presa per pazza, per chi mi ha preso per bugiarda, per chi
mi ha considerata una interessata, grazie, Nostra Signora!
Per
l'ortografia che non ho mai imparato, per la memoria che non ho mai
avuta, per la mia ignoranza e la mia stupidità, grazie! Grazie
perché, se ci fosse stata sulla terra una più insignificante di me,
avreste scelto quella!
Per
mia madre morta lontano da me, per la pena che io ho provato quando
mio padre, invece di tendere le braccia verso la sua piccola
Bernadette, mi chiamò "Suor Marie Bernarde", grazie, Gesù!
Grazie
per aver colmato di sofferenza questo cuore troppo tenero che mi
avete dato. Per Madre Giuseppina che mi ha proclamata "Buona a
nulla": grazie!
Per
i sarcasmi della Madre Maestra, per la sua voce dura, le sue
ingiustizie, le sue ironie, per il pane dell'umiliazione, grazie!
Grazie
per essere stata quella alla quale la Madre Maestra poteva dire: "Non
me ne combinate mai abbastanza". Grazie per essere stata quella
privilegiata dai rimproveri per cui le mie Sorelle potevano dire:
"Che fortuna non essere Bernadette!".
Grazie
di essere stata Bernadette, minacciata di prigione perché vi avevo
vista, Vergine Santa! Guardata dalla gente come una bestia rara,
quella Bernadette così meschina che a vederla si diceva: "Ma
non è che questa?!".
Per
questo corpo fragile che mi avete dato, per questa malattia di fuoco,
per le mie carni in putrefazione, per le mie ossa cariate, per i miei
sudori, per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti, grazie,
mio Dio!
Per
quest'anima che mi avete data, per il deserto dell'aridità
interiore, per la vostra oscurità e per le vostre rivelazioni, per i
vostri silenzi ei vostri lampi, per tutto, per voi assente e
presente, grazie! Grazie, o Gesù!".
Attraverso
questo grazie prolungato, sincero, sofferto, echeggiano le parole
della Vergine di Lourdes che parlandole venti anni prima, le aveva
detto: "Non ti prometto di farti felice in questa vita, ma
nell'altra!".
-
Impegno: Ripercorrendo in preghiera la nostra vita,
individuiamone i tanti aspetti e diciamo con fede e riconoscenza i
nostri grazie!
-
Santa Bernardetta, prega per noi!
PREGHIERE
Preghiera
all'Immacolata di Lourdes
O
Vergine Immacolata di Lourdes, Mamma dolcissima del Cielo, che hai
scelto una grotta per parlarci di penitenza e di preghiera e che
attraverso Santa Bernardetta ci hai dato un esempio vivo di
semplicità, di fedeltà e di santità: io ricorro a te e metto nel
tuo cuore tutto quello che mi preoccupa, mi turba, mi addolora.
Prendi tutto nelle tue mani e rispondi sorridendo alla mia preghiera.
Io ti prometto di mettermi in ascolto del tuo Cuore e di unirmi a te
nella preghiera per la conversione dei peccatori dei quali anche io,
per primo, faccio parte! Rendimi docile ai tuoi insegnamenti, modella
sempre più il mio cuore perché ti appartenga totalmente e diventi
così una lode e un canto di grazie a Dio. Amen
Preghiera
a Santa Bernardetta
Santa
Bernardetta, messaggera e figlia prediletta dell'Immacolata, io mi
rivolgo a te
sentendoti
un'amica piena di comprensione. Ti prego, prendi a cuore i miei
bisogni...
e
ottienimi da Maria un cuore semplice e puro, generoso e fedele,
amante delle cose che contano e innamorato del Cielo. Sul tuo
esempio, fa' che non dimentichi di pregare e di offrire sacrifici e
sofferenze specialmente per la conversione dei peccatori perché,
nella mia vita, non restino vani i richiami ei desideri di Colei che
tu hai guardato negli occhi e che io spero di contemplare un giorno
in Paradiso. Amen. Amen.